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Pedrazzo

PREDAZZO - m.1018

 


 
Nodo stradale ed economico tra la Valle di Fiemme, la Valle di Fassa e la Valle di Primiero, Predazzo (Pardàc i dialetto) sorge fra il Torrente Travignolo, l'Avisio ed il Monte Mulàt.
La regione dove nasce il borgo è situata "sull'orlo di una grande struttura vulcanica", smantellata dell'erosione dell'Avisio e del Travignolo ed è detta "Giardino Geologico delle Dolomiti": la conca ed i monti vicini sono infatti assai interessanti e perciò visitati da studiosi di tutto il mondo.
La borgata è tradizionalmente divisa nei rioni di Piè di Predazzo, Piazza, Sommavilla, Ischia di Sopra, Ischia di Sotto, il Fol.

LA STORIA


 
Predazzo è il comune più popolato di Fiemme e l'ottavo del Trentino per vastità di territorio. Quale centro umano è l'evoluzione medievale di masi (dodici secondo la tradizione), sparsi nella piana alluvionale formata dall'incontro del Torrente Travignolo, dell'Avisio e del Monte Mulàt. Al Ponte della Costa correva il confine settentrionale della Magnifica Comunità di Fiemme. Insediamenti permanenti sembra fossero inizialmente (XII secolo) la Costa e Zaluna. Solo nel Successivamente i masi assunsero il nome comune di Predazzo e nel 1318 questi formò un quartiere della Comunità assieme a Moena, Forno e Daiano. Solo nel 1674 Predazzo ottenne la rappresentanza di un Regolano di Comune in seno alla Comunità stessa e nel 1876 l'elevazione a parrocchia.Nel 1315 il borgo contava 85 abitanti ma a partire dal 1800 (2268 abitanti) i poi si verifico un forte incremento demografico dovuto al crescere di numerose attività economiche stimolate dalla favorevole posizione geografica: l'attività mineraria prima, l'industria ed i commercio del legname poi, fino all'attuale notevole concentrazione industriale, artigianale, commerciale, turistica. Il 5 Gennaio 1888 fu elevata a borgata dall'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe d'Asburgo: contava 3350 abitanti. Una delle caratteristiche storiche di Predazzo sono le alluvioni: il paese è così stato difeso dalle aggressioni del Torrente Travignòlo da grossi e potenti muraglioni. Sono di Predazzo Bartolomeo Rasmo (1803-1847) pittore; Camillo Bernardi (1875-1938) pittore e Giuseppe Morandin ( - 1966) geografo.
 

PASCOLI DI BELLAMONTE


 
scrive il Brentari (1895):
"Nei secoli scorsi i prati si consideravano come più preziosi dei boschi"...
"Queste praterie "dal Luglio al Settembre, brulicano di Fiemmesi che qui restano a falciare e raccogliere il fieno; e non ne scendono che la Domenica mattina per ritornarvi nel pomeriggio, e passare poi quassù tutta la settimana. Dormono nelle tende che si vedono biancheggiare su per le coste di Viezzana
"...
"Sono circa 300 persone in media, delle quali due terzi uomini, perché basta una resteladora ogni due falciatori. Vivono a polenta e formaggio"...
"Il boletin cavato a sorte, segan ad ogni fiemmese la pezza da falciare."

 

VISITA


 
IL CENTRO STORICO Venendo da Cavalese, e varcato il Travignolo, a sinistra gli edifici della Scuola Alpina della Guardia di Finanza, fondata nel 1920. Percorsa Via Trento prima del bivio per la S.S. n.50 del Grappa e di P.so Rolle, a sinistra la casa Morandini con lapide al Geografo G.Morandini. Proseguendo si raggiunge la p.za con la Chiesa Parrocchiale dei ss. Filippo e Giacomo (neogotica eretta dal 1866 al 1870). Nella piazza anche il Palazzo del Municipio: sulla facciata una lapide ricorda G.M. Pencati ed un'altra ricorda la conquista del M.Cauriol, nell'agosto del 1916. Al centro della piazza c'è un gran tondo con lo stemma di Predazzo composto ad intarsio con vari marmi del luogo. Ad est del Palazzo sorge una bella casa fiemmese (Morandini); l'armonioso prospetto principale presenta ballatoio nel timpano, carrucola per tirare su il fieno, e trittico affrescato in cornice barocca. Sull'altro lato della piazza, ad ovest, c'erano il massiccio edificio della canonica (1793) e l'antico albergo alla Nave d'oro, entrambi demoliti nel 1966 per ricavarvi un complesso residenziale. L'ISCHIA Notevoli sono alcuni vecchi edifici della schietta tradizione fiemmese presenti in questo quartiere: in via Dante angolo via Verdi casa con scala e loggia, prospetto a stucchi; in piazza Calderoni: casa Giòcheleta, casa Pileco e casa Selèri. Ed ancora casa Tinoi sulla salita di Viarol: entrambe conservano affreschi e dipinti. PIE' DI PREDAZZO Tale zona fu distrutta da furioso incendio nel 1977. La gente andò progressivamente incontro alle fiamme mentre il sacerdote reggeva il Santissimo: il fuoco si fermò nei pressi dell'albergo Alla rosa. La casa a destra, dopo il ponte sul Travignolo venendo da Ziano, sarebbe uno degli antichi dodici masi. Altre notevoli case in via Garibaldi: questa parte del paese fu più volte devastata dalle alluvioni del Travignolo: una lapide ricorda la inondazione del 13 ottobre 1823.
 


 

 

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